lunedì 24 giugno 2013
Day ?
"Ohi, bella Porre! Porti Grosso Guaio a Chinatown che così guardiamo qualcosa mentre beviamo?"
"Perchè no? Fammi solo tirare insieme che è una settimana che sono sterrato di influenza e chiuso in casa a tentare di preparare esami"
Mi tirai insieme e uscii per davvero, ero abbastanza barcollante, imbottito di una gran varietà di medicine e col morale a terra, non ero esattamente in forma. Ma avevo bisogno di parlare con qualcun altro che non fossi io.
Arrivai al parcheggio, sottomano il film pagato 5 euro in uno di quei cestoni giganti che ogni tanto si trovano nei supermercati...alle volte puoi tirarci fuori delle perle, ma sto divagando. Salii le scale e arrivai di fronte alla serranda chiusa, sapevo di dover bussare perchè era in corso una "festa privata" succedeva spesso, significava solamente che il padrone del locale voleva fare casino e non aveva cazzi di pulire dalla sera prima...in effetti lo strato di appiccicume sul pavimento nero mi confermava questa cosa, ma il posto mi piaceva anche e sopratutto per cose come questa.
Dentro, al buio, davanti a un proiettore calato che trasmetteva le maledette partite della domenica c'era tutta la cricca, dal gommista con lo sguardo da pazzo allo studente di medicina figlio di dottori, dall'infermiere 30enne appena divorziato allo steward appena assunto e che è felice di girare il mondo...tutti notevolmente già ubriachi dopo aver ripreso a bere dalla sera prima.
"Oh bella Porre! Bella Porre! Siediti qui! Hai portato il film! Vuoi da bere? Minchia ci spacchiamo! Oh ma la droga?"
Era una cosa carina entrare in un posto e venire salutato così, pensavo che fossero quasi tutti amici, chi più chi meno.
Aprii una lattina di una pessima marca di birra (direttamente dal peggior discount della zona) non tanto con l'intenzione di bere quanto di stare in compagnia, qualcuno mi avvicinò un narghilè, cominciai a fumare. Ora non prendetemi proprio per un coglione, ho fumato, fumavo e continuerò a fumare, ma forse l'idea di farlo imbottito di medicine non è stata proprio un idea geniale, ma si è giovani e idioti, e pur di sentirsi parte di un qualcosa anche i misogini di merda come me si piegano alle orribili usanze sociali...o forse pensavo solamente a non pensare.
D'un tratto ero io, il narghilè, me stesso e basta...mi assalì una tristezza infinita, cominciai a pensare a quanto facevo cagare e a quanto mi faceva schifo non avere nessuna prospettiva, nessun sogno, nessun futuro.Ma in un posto come quello, con persone come quelle, in una situazione come quella, nessuno vuole ascoltarti. Non che avessi veramente intenzione di dire qualcosa a qualcuno.
Poi di botto (oppure non di botto, la mia percezione del tempo era un po' sfasata) mi succese una cosa strana, la testa era ferma ma cominciai ad avere la vista annebbiata prima e barcollante poi; l'ho detto, non ero nuovo alla droga ma quest'effetto era nuovo, prima ci risi su, lo dissi a qualcuno, non ricordo chi; mi ignorò, mi pareva che tutta la sala mi ignorasse, il battito accelerò, il sudore scese copioso...stavo iniziando a spaventarmi.
Passò del tempo, una mezz'ora forse, ero in un angolo, testa bassa tra le mani, in uno stato che penso fosse anche abbastanza pietoso, qualcuno mi vide, rise, rise di una risata cattiva e mi iniziò a prendere per il culo, uno, due, tre, tutti...poi ripresero ad ignorarmi.
Ero decisamente spaventato.
Timidamente chiesi se qualcuno potesse avvisare altra gente che sarebbe venuta a recuperarmi; mi ignorarono, risero.
Poi successe, in mezzo a tutto questo lo steward ridendo mi tirò una lattina mezza vuota. Mi colpii alla testa, non sentii praticamente nulla, ma intorno a lui solo facce che ridevano, deformate dal buio, dal fumo, dalla sicurezza del branco.
Non ricordo bene, ricordo che lo stato mentale era simile a quello di un sogno quando si pensa di poter saltare un palazzo mentre lo si sta facendo.
Mi alzai, risi anch'io, corsi in avanti per quei 4-5 metri che ci separavano, saltai (non so come potei farlo in quelle condizioni) e lo colpii. Un pugno secco. In testa. Con le ultime due nocche della mano. Lo ricordo ancora come uno dei miei migliori pugni; ricaddi a sedere su un divanetto. La sala ammutolì. Qualcuno venne a fare il grosso con me che ridevo sguaiatamente. Poi lo guardai, sanguinava, era uno di quelli che più consideravo amici in quella sala e sanguinava, mentre intorno a me cominciava a formarsi un capannello di gente "E' pazzo! E' fuori di testa! Ma hai visto! Ma che cazzo ha nel cervello?"
Parecchio tempo dopo qualcuno completamente estraneo a quel gruppo e con un briciolo di coscienza mi accompagnò fino a casa, qualcun altro che avevo visto in condizioni ben peggiori mi disse che era meglio se non mi fossi fatto mai più vedere, risi, da solo questa volta, mentre il giorno successivo tentavo di recuperare frammenti di qualcosa che si era spezzato di nuovo. Solo. C'ero abituato...non lo siamo tutti comunque?
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